Di Filippo Vagli
La ricezione rappresenta uno dei fondamentali chiave della pallavolo giovanile, con una complessità tecnica e metodologica che richiede attenzione, pazienza e una pianificazione mirata.
Diverse esperienze e opinioni di allenatori di alto livello convergono su alcuni punti basilari, offrendo spunti preziosi per impostare correttamente il lavoro in palestra, sia nella componente tecnica individuale sia nel sistema di gioco.Nel giovanile
maschile e femminile, la base da cui partire è sempre il dominio della tecnica
individuale della ricezione, concentrazione sul gesto tecnico, postura e
capacità di adattamento alla traiettoria della palla.
Bagher
frontale: è la tecnica primaria da insegnare fin dalle categorie giovanili
più basse (es. under 11-13), poiché consente alla giocatrice o giocatore di
arrivare frontalmente sulla palla e controllarne l’impatto con maggior
sicurezza. L’impostazione deve prevedere un piano di rimbalzo corretto, braccia
in posizione simmetrica e un’adeguata preparazione posturale - veloci balzi
sulle caviglie e baricentro basso sono fondamentali.
Bagher
laterale: si introduce progressivamente con l’aumentare della difficoltà
della battuta avversaria, soprattutto quando si affaccia la battuta salto flot
o spin. Diventa indispensabile da under 14 e permette di aumentare la
superficie di intervento e la capacità di adattamento a palle alte o “addosso”.
L’insegnamento deve prevedere un lavoro analitico specifico, con attenzione
agli spostamenti e alla sensibilità tattile nell’esecuzione.
Ricezione in
palleggio: sebbene non sempre insegnata in modo sistematico, la ricezione
in palleggio va conosciuta e introdotta, soprattutto perché il regolamento
attuale la consente. Tuttavia, nel giovanile la prassi migliore è lasciarla
sviluppare in situazione di gioco, tenendo conto che mani e braccia possono non
essere ancora abbastanza forti o sensibili per gestire sempre palloni difficili
in palleggio, soprattutto nelle atlete giovani.
È importante
scomporre le tecniche di ricezione in modalità analitica per poi integrarle nel
contesto globale di gioco. La progressione didattica efficace prevede:
- - Sessioni brevi e ripetute durante l’allenamento,
evitando di appesantire troppo corpo e mente dei giocatori con esercizi troppo
lunghi e monotoni.
- - Alternanza tra lavoro tecnico individuale (per
aumentare il numero di contatti e affinare la sensibilità) e allenamento in
sistema con competenze di zona e gestione delle linee di ricezione.
- - Uso di supporti visivi e video per analizzare
errori e migliorare la comprensione tecnica.
La qualità
tecnica (posizione corretta delle braccia, velocità di spostamento,
anticipazione della palla) è preferibile al semplice volume di lavoro,
soprattutto per le atlete meno predisposte mentalmente, che potrebbero trovarsi
in difficoltà ad affrontare troppi errori e alto stress.
La linea di
ricezione nel giovanile non è fissa, ma va adattata in base a diversi fattori:
- - Tipologia di battuta avversaria: salto spin,
salto flot, battuta da fermo.
- - Distanza del battitore dalla linea di fondo, per
modulare profondità e posizione.
- - Caratteristiche fisiche e tecniche del
ricevitore.
Un metodo
efficace è utilizzare tre linee di partenza codificate da “semaforo” per
regolare la profondità: verde (circa 6 metri, standard), gialla (circa 5 metri,
per battitori mediamente pericolosi) e rossa (6,5-7 metri, per battitori
potenti). Questo approccio, supportato da un sistema di comunicazione semplice
(es. il libero che ricorda il colore della linea in base al battitore),
consente di preparare i ricevitori in modo tattico.
La preparazione
non può prescindere dall’allenamento integrato della battuta e della ricezione:
- - Si lavorano spesso insieme, ma evitando sessioni
prolungate e monotone che possono portare a cali di attenzione e affaticamento
fisico (in particolare di spalla e braccio).
- - In partita e in allenamento la ricezione deve
essere allenata anche con la variazione delle tipologie di battuta.
- - A livello giovanile i palleggiatori sono inclusi
nel training sulla ricezione per sviluppare una sensibilità globale, utile
anche per casi in cui si debba intervenire in bagher.
Entrambe le
tecniche comportano un’incidenza significativa di errore a livello giovanile,
perché la rete relativamente bassa lascia passare battute molto veloci.
Tuttavia, la ripetizione elevata e il lavoro continuo sui fondamentali
consentono di ridurre gradualmente gli errori. Nel maschile, dove la velocità
della palla può essere molto elevata, si tende a dare più importanza al piano
di rimbalzo anche senza uno spostamento ampio, mentre nel femminile giovanile
si può e si deve privilegiare lo spostamento a piedi e gambe per arrivare
dietro la palla.
Nel giovanile
femminile la ricezione in palleggio viene spesso considerata un gesto
complesso, possibile solo in caso di predisposizione fisica e mentale della
giocatrice, e comunque lasciata sviluppare più in modo naturale e spontaneo.
Nell’ambito maschile e con l’aumento della velocità delle battute, si tende a
lavorare meno con la ricezione in palleggio a favore di tecniche più
consolidate.
Il libero deve
essere formato fin dalla giovane età per:
- - Possedere competenze tecniche solide in seconda
linea.
- - Essere comunicativo e leader della seconda
linea, per un’efficace gestione delle zone di conflitto e dell’organizzazione
difensiva.
- - Avere esercitazioni specifiche parallele a
quelle dei compagni, con focus sulla disposizione tattica e sui contatti di
ricezione.
- - Insegnare tutte le tecniche indispensabili
(bagher frontale, bagher laterale, palleggio) con gradualità e in modo
trasversale durante le sedute.
- - Dedicare al lavoro di spostamento e
posizionamento grande attenzione sin da subito, perché è alla base di una
ricezione di qualità.
- - Adeguare il volume di lavoro della ricezione
alle caratteristiche mentali e fisiche delle atlete e degli atleti,
prediligendo la qualità del gesto tecnico.
- - Allenare la ricezione sia individualmente, per
aumentare il numero di contatti con la palla, sia in sistema, per integrare le
competenze tecniche in un contesto di gioco reale.
- - Adottare un sistema di posizionamento flessibile
sulla base del battitore avversario per migliorare la capacità difensiva della
squadra.
- - Utilizzare video e feedback per correggere
errori e affinare i dettagli tecnici.
Filippo Vagli
Allenatore FIPAV terzo grado

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